sabato 12 novembre 2011

La legge dell'attrazione





Tra le leggi immutabili dell'Universo troviamo quella dell'attrazione, secondo cui ogni individuo è creatore del proprio destinovolontariamente o involontariamente.

Questo perchè noi siamo come magneti, soltanto che le cariche simili in questo caso si attraggono anzi chè respingersi.

Ciò significa che se emaniamo energie positive riceveremo energie positive, e viceversa per quelle negative.
I nostri pensieri sono energia e si materializzano, che noi lo vogliamo oppure no.
Per questo è fondamentale concentrarsi su cose positive per noi e per gli altri. Stare a pensare sempre ai problemi o a paure, non farà che avvicinarle a noi. Pensare invece cose belle o cose che desideriamo, come se fossero già accadute, le farà accadere.

Pensieri del tipo "non voglio che accada questo....ho paura che accada quest'altro" , seppur preceduti da una negazione, concentrano la nostra attenzione su qualcosa di spiacevole, che quindi si verificherà. 

Cosa fare allora? 

Bisogna esclusivamente pensare a ciò che di bello vogliamo, come se fosse già nostro, come se si fosse già avverato.

Questa è, in maniera molto sintetica, la legge dell'attrazione, la scienza dell'intenzione.

sabato 17 settembre 2011

Curare corpo e mente

Desidera...ma non diventare schiavo dei tuoi desideri. Agisci...ma se non riesci, gioisci per ciò che hai. 
Cura il tuo corpo in quanto involucro della tua aura, dagli sollievo e piacere, perchè attraverso di esso la tua anima si manifesta. Ma sappi che una cattiva anima non potrà mai possedere un bell'involucro, poichè in esso si riflette, e così al contempo un involucro usurato dal male e corrotto, renderà l'anima spregevole. 



venerdì 9 settembre 2011

Diventi e attrai, le cose a cui pensi di più. I PENSIERI DIVENTANO COSE

Il pensiero è la più grande fonte di energia. Tutto quello che accade dentro la tua mente è ciò che attrai nella tua vita...ADESSO. Diventi e attrai, le cose a cui pensi di più, siano esse belle o brutte. I PENSIERI DIVENTANO COSE. Perciò smetti di pensare a cosa NON vuoi, e concentrati su ciò che VUOI.





giovedì 1 settembre 2011

Meditazione da seduti


Stando seduti è agevole concentrare la mente sul corpo. Dovreste trovare un momento e un luogo che vi consentano di rimanere calmi e indisturbati.
Una stanza silenziosa, senza una quantità di oggetti che possano distrarre la mente, è ideale; un ambiente luminoso e spazioso fa un effetto di nitore e chiarezza, mentre una stanza ingombra e male illuminata fa l'effetto opposto. Anche la scelta del tempo ha importanza, in particolare perché per la maggior parte delle persone le giornate si svolgono secondo uno schema fisso. Non è particolarmente produttivo meditare quando si ha qualcos'altro da fare, o quando si ha fretta. E' meglio riservare un periodo - ad esempio, la mattina presto o la sera, dopo il lavoro - nel quale potete dare sul serio e pienamente la vostra attenzione alla pratica. Cominciate con una quindicina di minuti. 
Adottate una postura che mantenga la schiena eretta senza tensione.
Inclinare il mento leggermente verso il basso aiuta; non fate però pencolare il capo in avanti perché questo favorisce la sonnolenza. Tenete le mani in grembo, con le palme in alto, l'una poggiata lievemente sull'altra e in modo che le punte dei pollici si tocchino. 
Adesso raccogliete l'attenzione e cominciate a percorrere con essa il corpo, lentamente. Notate le sensazioni. Sciogliete le tensioni, specialmente quelle al viso, al collo e alle mani. Chiudete, o socchiudete, le palpebre.
Può darsi che si presentino dei pensieri - riflessioni, fantasticherie, ricordi, oppure dubbi se state facendo correttamente l'esercizio! Invece di assecondare o contrastare questi pensieri, date più attenzione al corpo, esso è un utile ancoraggio per una mente che divaga.
Dapprima seguite la sensazione del respiro che fluisce attraverso le narici e riempie il torace e l'addome. In seguito cercate di mantenere l'attenzione su un punto determinato, come il diaframma, oppure - localizzazione più sottile - le narici. Il respiro ha una qualità che induce calma, è solido e rilassante se non viene forzato; a ciò contribuisce una postura eretta. 



dal sito: http://santacittarama.altervista.org/meditazione.htm

venerdì 12 agosto 2011

Allenamento settimanale di auto-consapevolezza



Contate i pensieri del vostro dialogo interiore (ricordi, giudizi, frasi, critiche, apprezzamenti) nell'arco di un'intera giornata... se risulta troppo laborioso causa distrazioni esterne, mettetevi in un luogo appartato e per almeno un oretta contate tutto ciò che vi passa per la testa ... non tentate di interrompere l'insorgere delle vostre idee, bensì limitatevi semplicemente a lasciarle fluire e a continuare il conteggio... vi stupire nello scoprire la grande quantità di pensieri che produce la vostra mente

la settimana successiva passate ai micro-movimenti del corpo / gesti / comportamenti... 

infine passate in rassegna le emozioni che provate durante la giornata...

consiglio di riportare queste indicazioni per iscritto su un post-it affinché siano a portata di mano

lo scopo finale è quello di affinare la vostra volontà, sorvegliando gli impulsi frenetici della mente. ogni tanto dovrebbero comparire degli sprazzi di lucidità, in cui vi rendete conto della meccanicità della vostra mente...

E' un modo per destare il vostro guardiano interiore e allentare la presa degli aggregati egoici. 



Le Dodici Cause Dell'Eterno Ritorno


Buddha ci dice l'origine della sofferenza, o la spiegazione del perché torniamo a nascere una ed un'altra volta in questo regno o in altri.

L'ignoranza è tutto il contrario della conoscenza, ed è indubbio che conoscenza è Gnosi,  Gnosi è il fuoco divoratore che consuma ogni ignoranza ed è capace di offrire all'Essenza la Verità Ultima e la liberazione totale da ogni incatenamento alla Ruota del Samsara (rinascita).

  1. C'è Ignoranza.
  2. L'ignoranza condiziona le formazioni mentali (pensieri)
  3. Le formazioni mentali condizionano la coscienza.
  4. La coscienza condiziona la mente ed il corpo.
  5. La mente ed il corpo condizionano i sensi.
  6. I sensi condizionano il contatto.. (azioni)
  7. Il contatto condiziona la sensazione.
  8. Il sentimento condiziona il desiderio.
  9. L'ansia (di avere qualcosa) condiziona l'attaccamento (alle cose fisiche e materiali).
  10. L'attaccamento condiziona il processo per arrivare ad essere.
  11. Il processo per arrivare ad essere condiziona il ritorno (condiziona la rinascita).
  12. Il ritorno condiziona la decadenza e la morte, così come la pena, lamento, dolore e disperazione.

LE 4 SANTE VERITÀ


  1. La Prima Santa Verità è che c'è sofferenza, la malattia è sofferenza, il nascere è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza, il dolore e la disperazione sono sofferenza, il contatto con la cosa spiacevole è sofferenza, il desiderio insoddisfatto è sofferenza
  2. La Seconda Santa Verità è che la sofferenza nasce dai desideri
  3. La Terza Santa Verità è che la sospensione della sofferenza è la vera assenza di passione: la distruzione completa di quest’ansia di piaceri, provoca la sospensione della sofferenza.
  4. La Quarta Santa Verità è il cammino che conduce alla sospensione e soppressione del dolore, è la via che porta alla Suprema Felicità senza Limiti.

Il cammino verso la Quarta Santa Verità secondo Buddha era ottuplice, e venne chiamato il NOBILE SENTIERO OTTUPLICE.

  1. VISIONE RETTA.
    È vedere che esiste sofferenza, la sua causa, la sua sospensione e il cammino che conduce alla sospensione.
  2. PENSIERO RETTO.
    Pensiero libero dalla sensualità, cattiva volontà e crudeltà.
  3. LINGUAGGIO RETTO.
    Linguaggio libero dall’ inganno, insulto, sospetto e stupidità.
  4. AZIONE RETTA.
    Azione libera dall'assassinio, furto, adulterio, bugia.
  5. VITA RETTA.
    Quando il discepolo evita un commercio perverso (predizione, usura, armi, esseri vivi, carne, droghe e veleni), e si guadagna da vivere con mezzi retti e onorevoli.
  6. SFORZO RETTO.
    Con lo sforzo retto si ostacolano i pensieri negativi e si sviluppano quelli positivi.
  7. ATTENZIONE RETTA.
    Quando il devoto vive attento e sa che il corpo, i sentimenti, la mente ed i pensieri non sono permanenti e sono sottomessi alla decadenza.
  8. CONCENTRAZIONE RETTA.
    È la unidirezionalità della mente mediante esercizi respiratori e meditazioni speci
Non commettere offese morali, fare il bene, e pulire il proprio cuore: questo è l'insegnamento di tutti i Buddha



Gli aggregati egoici.


Essere un Buddha è raggiungere lo stato di «Illuminazione». Siddharta Gautama diresse la mente alla distruzione completa dei 4 veleni, emancipandosi totalmente dal veleno della concupiscenza, il veleno dell'amore all'esistenza, l'attaccamento, il veleno della falsa opinione (inganno) superstizione, e il veleno dell'ignoranza (ignoranza delle sacre verità).




Egli rinuncia alle comodità che tanto ci mantengono ora come a quel tempo legati ed addormentati, funzionando sempre come automi senza uscire mai dalla tediosa ruota di nascite e morti della ruota del Samsara.
Scoprì che quello che ci lega qui, a questa vita, sono i desideri prodotti dai molteplici aggregati che tutti portiamo nel nostro interno. Solo eliminando questi aggregati, potremmo accedere alla fortuna di un cuore tranquillo.
I nostri desideri, infatti, conformano entità strane che come cattivi figli nostri, chiedono continuamente alimenti per continuare a sussistere.
Buddha vide come ripetiamo vite dopo vite gli stessi atti, che ci mantengono imprigionati dalle nostre proprie creazioni egoiche.
Il maggiore nemico dell'Illuminazione è l'Io.
Per svegliarsi bisogna mantenersi nel mezzo. Né piacere, né dolore, né in una grande allegria, né in una grande tristezza... Sempre nell'equilibrio. 

giovedì 21 luglio 2011

7 Chakra - Sahasrara Chakra o Centro Coronale



Questo centro sottile dai 1000 petali,  è il chakra più importante di tutti. È situato nell’area limbica del nostro cervello. Il chakra del Sahasrara è costituito dalla riunione dei 6 chakras: si tratta di uno spazio incavo, sui bordi del quale si trovano i 1000 nervi. Si possono vedere tutti questi nervi se si seziona il cervello trasversalmente, assomigliano a dei petali. Prima della realizzazione del Sé questo centro è chiuso dai 2 palloni del nostro ego e superego. Assomiglia ad un fiore di loto chiuso. Quando è illuminato dal risveglio della kundalini che lo raggiunge, si vede il Sahasrara come un loto aperto dai 1000 petali. Questa è la realizzazione del Sé, l’integrazione, la libertà assoluta, la gioia dello Spirito e la serenità. Quando è aperto godiamo di Dio in tutte le sue forme e si sente costantemente nella vita; si chiude in caso di "quasi svenimento", dove il chakra si chiude per evitare la perdita di Coscienza, la fuoriuscita dell'anima. Fisicamente si manifesta come vitiligine (sbiancamento della pelle derivata dall'eccesso di secrezione di melatonina da parte dell'epifisi), vertigini, noia, insoddisfazione, odio verso Dio.

È anche chiamato Chakra della Corona, ha nel suo cuore un loto più piccolo a dodici petali in cui è inscritto il triangolo chiamato Kamakala, che simbolicamente raffigura la sede della Shakti Suprema, cioè la Forza Cosmica non individualizzata. Nei mille petali del loto sono contenute tutte le lettere dell'alfabeto sanscrito.
È di colore viola ed è orientato verticalmente con il relativo imbuto che indica verso il cielo. È il chakra che presiede il contatto con il Divino, governa la corteccia cerebrale e la presa di coscienza. Esso determina l'apertura e la dilatazione della coscienza con lo sviluppo dell'intelletto. Le sue funzioni principali sono relative alla conoscenza superiore. Al Sahasrara Chakra appartengono tutte le questioni relative alla "Illuminazione", vale a dire la relazione tra la coscienza dell'individuo e quella dell'universo.Lo sviluppo pieno del Settimo Chakra porta a uno stato di contatto e comunione con la forza creatrice dell'universo, uno stato di purificazione, appagamento spirituale, totale libertà dalle limitazioni dei nostri istinti bassi e grossolani: si tratta, è evidente, di stati dell'essere che sfuggono alle possibilità descrittive della razionalità e che possono essere compresi (nel senso di "presi all'interno di noi", vale a dire assimilati e non semplicemente capiti) soltanto attraverso l'esperienza diretta. L'apertura di questo chakra coincide con il Bodhi.

lunedì 11 luglio 2011

Ajna Chakra o Centro Frontale o Terzo Occhio



Questo centro sottile dai 2 petali è l’Agnya chakra che si situa al centro della fronte. Questo punto è conosciuto anche come il terzo occhio di Shiva. Nel corpo fisico è rappresentato dall’incrocio dei 2 nervi ottici nel nostro cervello (il chiasmo ottico). Poiché questo centro sottile controlla i nostri occhi, un impegno visuale eccessivo (come il cinema, la televisione, il computer o la lettura) può rovinare questo chakra, così come tutti i cattivi pensieri. Per pulire l’Agnya chakra bisogna purificare il nostro sguardo. Questo Chakra permette la visualizzazione e la proiezione di noi stessi nel futuro, la creazione di progetti, la creatività, la capacità di sviluppare ESP (Extra Sensorial Perception) la capacità di vedere senza l'uso del senso "vista". Si chiude in caso di delusione per la non realizzazione di un progetto di vita.
Ajna è gerarchicamente uno fra i più elevati dei chakra; sui petali del loto vi sono le lettere Hame Ksam; esso contiene la rappresentazione della sacra sillaba Om, sintesi di tutti i Mantra. La divinità preposta è Shambhu e la sua Shakti èSiddha-Kali.
Gli squilibri qui si manifesteranno attraverso incubi, fenomeni psichici incontrollati o sgradevoli, mancanza completa di sogni, confusione mentale. Fisicamente un blocco si manifesta con tutte le malattie collegate alla vista, mal di testa frontale. È responsabile della percezione "visiva" dell'aura.


domenica 3 luglio 2011

QUINTI CHAKRA - Vishuddi


Questo centro dai 16 petali si chiama il Vishuddi; si situa a livello del pomo d'Adamo nell'uomo e nell'incavo della gola nella donna. Questo centro sottile è responsabile del funzionamento del collo, della lingua, della nuca, della bocca, delle orecchie, del naso, dei denti. Questi sono gli organi per mezzo dei quali comunichiamo con gli altri. È attraverso il Vishuddi che possiamo comunicare con tutte le Deità, poiché è la fonte dei mantras che si cantano. 
Al livello fisiologico, controlla il funzionamento della ghiandola tiroide. Quando è aperto la persona comunica con voce chiara e ferma, si esprime al meglio quando attraverso di esso esprimiamo la nostra missione nella vita parliamo del nostro lavoro o dello studio con amore. 
Si chiude quando viene bloccata l'autoespressione e quando non si è contenti del proprio lavoro o studi o ci sono conflitti sul lavoro, tanto da manifestarsi a livello fisico come stridore, mancanza di voce, torcicollo, e malattie della gola e tiroidi.

Ha come simbolo geometrico il triangolo equilatero nel quale è inscritto un cerchio. Il Mantra-seme è Ham.
È di colore blu, è bipolare ed è orientato orizzontalmente. 
È il chakra della Comunicazione inteso come manifestazione verso l'esterno. Questo chakra sovrintende la comunicazione, la capacità d'ascolto e di parola, la sincerità. 
Gli squilibri in questo chakra si manifesteranno come problemi quali incomunicabilità, incapacità di trasmettere chiaramente agli altri le proprie idee e sentimenti, incapacità di sfogare le proprie tensioni psicologiche, stress e introversione. È responsabile della comunicazione con il mondo Etereo (delle creature extracorporee).

sabato 2 luglio 2011

QUARTO CHAKRA - Anahata Chakra o Centro del Petto


Questo centro dai 12 petali si chiama Anahata e si situa al livello del plesso cardiaco, dietro lo sterno, nell’asse del midollo spinale. È lì che, fino all’età di 12 anni, sono prodotti gli anticorpi e inviati nel nostro sistema sottile, aiutandoci a lottare contro gli attacchi esterni al nostro corpo e psiche, e proteggendoci da malattie e intrusioni nocive durante la nostra vita. Quando il chakra del cuore non è sviluppato correttamente o è bloccato, si soffre d’un importante sentimento d’insicurezza.
Il cuore è il punto centrale della creazione e dunque tutti i chakras dipendono da lui. Potrebbe essere paragonato a una stazione centrale dalla quale parte un’energia verso le parti del corpo. Il cuore è la sede dello Spirito, la fonte della forza onnipotente, manifestata in Shiva. Dunque un chakra del cuore forte è la base di una personalità sana e dinamica, piena di amore e compassione. Questo centro sottile controlla la respirazione e il funzionamento del cuore e dei polmoni. Questo Chakra permette di godere della famiglia, mamma, papà, sorelle fratelli, nonni, zii, grazie ad esso godiamo del loro amore e li accettiamo così come sono, diamo amore senza chiedere nulla in cambio quando è pienamente sviluppato. Si chiude invece in caso di conflitti in famiglia, abbandono, perdita di un caro, e tale chiusura si ripercuote a lungo andare a livello fisico appunto su cuore e polmoni (polmoniti, asma, malattie cardiache).

Il Anahata Chakra. Ha come simbolo geometrico il doppio triangolo incrociato. I petali del loto sono dodici. Il Bija-Mantra è Yam, la divinità è Isana e la sua energia vitale è Bhuvanesvari.
Si trova al centro del petto, allo stesso livello del cuore fisico e la ghiandola endocrina a cui è associato è il timo. È di colore verde, è bipolare, è orientato orizzontalmente e il suo elemento è l'Aria. Produce emozioni, come amore incondizionato, sensibilità verso l'ambiente esterno, accettazione, pietà, bontà, il dare ed il ricevere ed in generale il prendersi cura della vita (umana, animale, vegetale).

TERZO CHAKRA - Manipura Chakra o del Plesso Solare



Questo centro sottile dai 10 petali si chiama il Nabhi e si trova nella regione del plesso solare appena sotto il diaframma. Il Nabhi è il centro del benessere individuale e collettivo. Grazie a questo centro godiamo del nostro prossimo accettandolo per come egli è, godiamo della società. Da un punto di vista fisico, questo centro si occupa degli organi innervati dal plesso solare: lo stomaco, gli intestini, il fegato e la vescicola biliare, la milza, il pancreas. La nostra attitudine verso il cibo e il modo in cui mangiamo, colpiscono le secrezioni digestive. Si blocca per grandi spaventi (con contrazione dello stomaco) o per cose non accettate della vita, situazioni o persone. L'elemento di questo chakra è il fuoco ed è chiamato così perché il fuoco (fuoco digestivo) che vi arde dentro lo fa risplendere come un gioiello.

Ha come simbolo geometrico il triangolo equilatero, emblema dell'elemento Fuoco.I petali del loto sono dieci. 
Il suo mantra è Ram.

Questo è il chakra della forza di volontà individuale, del carisma e dell'efficenza. Un suo blocco con eccesso di tensione provoca incapacità di rimanere calmi, scoppi d'ira, iperattività, disturbi di origine nervosa. Presiede le emozioni, corrisponde al potere ed al controllo. Attraverso questo punto si gestisce l'emotività, il desiderio di autoaffermarsi; è legato al potere e alla capacità decisionale.
Il funzionamento carente invece causa scarsa energia, timidezza, bassa stima di sé, senso di inutilità, chiusura in sè stessi, paura del prossimo, fobìe, ipocondria.

SECONDO CHAKRA-Swadhisthana Chakra o Centro Pelvico



Questo centro sottile dai 6 petali è situato sotto il ventre, circa 2 dita sotto l'ombelico.
Questo Chakra controlla l'apparato riproduttore, gonadi, ovaie, utero, vescica urinaria, prostata nell'uomo. Grazie ad esso Uomo e Donna godono ed offrono piacere sessuale, è un centro molto energetico, soprattutto nell'uomo che durante l'orgasmo emette con lo sperma una grande quantità di energia (in Cina l'eiaculazione viene anche chiamata "piccola morte" poiché l'energia emessa è tanta e l'uomo se ne priva).

Ha come simbolo geometrico la falce di luna racchiusa in un cerchio, emblema dell'elemento Acqua; i petali del loto sono sei. La divinità preposta è Varuna, la sua energia vitale o Shakti è Sarasvati. Il suo mantra è Van.
Le ghiandole endocrine associate a questo chakra sono le gonadi ed ovaie. È di colore arancio, è bipolare ed è orientato orizzontalmente. È collegato al piacere fisico, alla gioia di vivere, al desiderio. Come il chakra della Radice, Svadhisthana è legato al mondo materiale. Un suo cattivo funzionamento deriva da conflitti nella sfera sessuale, come tradimenti, abusi, litigi.

venerdì 1 luglio 2011

PRIMO CHAKRA-Il Muladhara o Chakra della Radice.



Questo centro sottile dai 4 petali si chiama Mooladhara e si situa tra l'ano ed i testicoli o la vagina, nel perineo.
Questo centro è collegato alla ghiandole surrenali, in questo centro troviamo i reni.
Le sue funzioni fisiologiche riguardano la produzione del sangue e delle ossa e le attività sessuali intese come riproduzione per portare avanti la specie.


Ha come simbolo geometrico il triangolo con un vertice in basso racchiuso in un quadrato, emblemi il primo dell'organo sessuale femminile (il calice) e il secondo dell'elemento Terra.
In esso dorme Kundalini. Il loto presenta quattro petali. Il suo Mantra-seme è Lam, La divinità preposta a questa ruota è Brahma, la sua energia vitale prende il nome di Savitri o sposa del creatore.

Muladhara significa «radice» ovvero principio-energia capace di assicurare sviluppo e nutrimento a ogni cosa. Il chakra della radice corrisponde alle ghiandole surrenali, preposte alla produzione di ormoni per la costruzione di sangue ed ossa. È orientato verticalmente con l'apertura dell'imbuto che indica verso la Terra. La sua funzione principale è legata al corpo materiale, all'istinto di sopravvivenza. Produce un senso di armonia fisica e mentale in rapporto alla natura; è legato alla vitalità sessuale, la capacità di adattamento al mondo e di sopravvivenza, soddisfa i bisogni primordiali quali il cibo, l'acqua, l'aria, il riparo. Poiché ha solo un polo, tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra.

Introduzione ai Chakra

I chakra sono punti di forza umani, a volte associati a organi fisici, tra i quali si muoverebbe un'energia variamente definita (prana, o in casi particolari kundalini* o avadhuti).
Uno squilibrio a livello di un chakra determinerebbe uno squilibrio d'energia nei determinati organi associati.

Il corpo fisico e il corpo sottile ( le emozioni, pensieri, percezioni, stati di coscienza) formano un insieme. Questi due corpi sono collegati a livello dei chakra, quindi agendo sul corpo fisico si produrrà un effetto su quello sottile e viceversa.
I chakra vengono assimilati al Loto, questo perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad 
un fiore bellissimo e candido.

Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano l'indistinzione primordiale del caos e il loto che da esse sorge rappresenta l'elevazione spirituale. Ogni "loto", ha un numero particolare di petali (mandala o forma geometrica), un mantra* ed è associato ad un elemento (tattva), ad un senso e ad un colore.
Gli esseri umani, la maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali o primari.

Secondo alcune tradizioni, ogni chakra assomiglierebbe ad un piccolo vortice con la parte più stretta dell'imbuto orientata verso il corpo ed ogni chakra (con l'eccezione di due) avrebbe due metà o poli, una rivolta verso la parte anteriore e l'altra verso la parte posteriore del corpo.

Esiste poi un secondo gruppo per importanza che è composto da chakra minori che si troverebbero nei polpastrelli, al centro del palmo delle mani, in alcune aree dei piedi, nella lingua o altrove.

E un terzo gruppo che è composto da un numero praticamente incalcolabile di chakra di dimensioni piccole e minuscole; infatti, in ogni punto in cui si incontrano almeno due linee energetiche, anche infinitesimali, si troverebbe un chakra.

*mantra: verso o formula mistica o magica, preghiera, canto sacro o pratica meditativa e religiosa.
*kundalini: con Kundalini si intende un'energia residuale della creazione che si trova in ogni essere umano. 
Kundalini, allo stato latente, risiede nell'osso sacro posto alla base della colonna vertebrale. Il suo nome deriva dalla parola kundala, che significa avvolto, arrotolato, spiraliforme, perché allo stato latente (detto anche dormiente), la kundalini si trova avvolta in tre spire e mezzo.
Lungo il suo percorso, la Kundalini attraversa i chakra risvegliandoli e potenziandoli. Giunta al settimo chakra, l'ultimo, l'individuo raggiunge uno stato che viene comunemente definito Realizzazione del Sé o risveglio secondo la tradizione indiana. 

giovedì 2 giugno 2011

La pratica della presenza mentale insegnata dal maestro di meditazione Thich Nhat Hanh

La pratica della presenza mentale insegnata dal maestro di meditazione Thich Nhat Hanh sottolinea il ritorno al respiro consapevole, in ogni istante della propria vita, per potersi fermare e guardare in profondità. La meditazione seduta, ma anche la meditazione camminata, la meditazione del lavoro, la meditazione del pasto, la consapevolezza nel mettersi in comunicazione con gli altri, sono alcuni dei mezzi abili per poter assumere uno stile di vita "meditativo".
Thich Nhat Hanh esorta inoltre a essere totalmente attenti e consapevoli in tutti i momenti della giornata - sia quando si lavora che quando si cucina, si lavano i piatti o si va in bagno - e a fare attenzione ai piccoli richiami che ci aiutano a far tornare al "qui e ora" la mente sempre distratta. Ogni volta che suona una campana o il telefono si respira tre volte, con la raccomandazione di sorridere (anche se si è tristi, perché il sorriso influisce sullo stato d'animo).

martedì 3 maggio 2011

Presenza mentale come stile di vita

Noi esseri umani abbiamo la tendenza a fare tutto metodicamente.
Abitudine, soltanto per abitudine, sempre e solo per abitudine ci muoviamo, ci pettiniamo in un determinato modo, ci dipingiamo di sicurezza o di genialità.
Quante volte stando vicino alla persona che amate siete davvero lì con lei?
Molte volte, mangiando, vi sarà capitato di pensare ai vari problemi che avete, e quando si mangia innervositi da qualunque causa esterna si ha la tendenza a non digerire con tutti i problemi che ne conseguono, perchè nella realtà mangiamo il nostro nervosismo.
Bisogna modificare il nostro atteggiamento. Sulle prime troveremo delle difficoltà dovute al cambiamento, poi il nostro comportamento diverrà una nuova abitudine, che chiameremo cosciente.
L’abitudine è paragonabile ad un vortice che ci risucchia e c’impedisce di vedere nella giusta ottica.
Cercando di modificare prima i piccoli gesti poi quelli più grandi, arriverete a riprendere pieno possesso della vostra vita. Vivrete finalmente da uomini liberi. La presenza mentale ci aiuta a centrare la nostra attenzione verso noi stessi, portandoci ad essere più spontanei perché meno coinvolti dalle cause esterne. Il primo risultato che si ottiene è uno strano senso di tranquillità, che ci porta a vedere le cose sotto un’ottica diversa da quella solita
Anche i problemi, visti sotto quest’ottica assumono una grandezza diversa, reale. Normalmente, purtroppo, è come se vivessimo in sella ad un cavallo che corre al galoppo: non sappiamo quale sia la direzione ma corriamo ugualmente.
Un atteggiamento negativo, così come un comportamento errato, dopo essersi insinuato in noi piano piano tende ad allargarsi, scatenando un’infinità d’altri comportamenti: alla fine, quell’atteggiamento negativo diventa “Noi”. Tutto è pura energia e in quanto tale non può essere annientata, ma solo modificata. Sfruttando la nostra stessa natura, riusciremo a raggiungere lo scopo. Quante cose di voi avete cambiato da quando siete al mondo? Probabilmente tante. Si tratta di farlo ancora, questa volta per un motivo sicuramente differente dai precedenti e probabilmente, più profondamente personale. Le rivoluzioni iniziano rivoluzionando prima noi stessi. Non vi aspettate che tutto avvenga nel giro di una settimana o di un mese: se persisterete, noterete cambiamenti favorevoli non solo in voi stessi ma anche nella vita di tutti i giorni. L’abitudine è paragonabile ad un vortice che ci risucchia e c’impedisce di vedere nella giusta ottica. 
La consapevolezza mentale ci porta a mettere a fuoco la nostra vita e tutto quello che ci accade, facendo apparire gli esatti contorni di tutto ciò che ci circonda. La loro vera natura. Anche i problemi, visti sotto quest’ottica assumono una grandezza diversa, reale. Normalmente, purtroppo, è come se vivessimo in sella ad un cavallo che corre al galoppo: non sappiamo quale sia la direzione ma corriamo ugualmente. 
Ma come si può parlare di spontaneità cosciente? La spontaneità diventa cosciente dal momento in cui non sono le cause esterne a condurre il gioco, ma la nostra vera natura. Dimorando nell’attimo presente, ci appare davanti agli occhi un’universo nuovo, che ci assomiglia.
Esistono vari metodi di allenamento ma il migliore è quello dedicato al respiro.
Per consapevolezza del respiro s’intende l’osservare coscientemente l’andamento dell’aria all’interno del nostro corpo senza fare nulla che possa modificarlo: il primo risultato che si otterrà da questo tipo di allenamento sarà proprio la regolazione spontanea del respiro. L’esercizio, portandoci ad osservare il nostro addome, ci conduce a vivere coscientemente sia la fase di inspirazione che quella di espirazione. Contare i respiri ci aiuta a vivere questo fenomeno in maniera totalmente differente. La respirazione è la base della nostra vita, quindi incominciare da lì significa partire direttamente dalla nostra natura.
Quando nella vita di tutti i giorni ricevete delle notizie sgradevoli o vedete qualche cosa che vi agita e vi impedisce di prendere sonno, portate tutta la vostra attenzione al movimento dell'addome: così facendo consentirete al cervello di riposare, all'agitazione e all'irritazione di calmarsi. Continuando quest’esercizio ristabilirete i vostri valori emotivi e raggiungerete ben presto la calma necessaria per prendere sonno.
Inoltre vivere il presente ci farà capire che è inutile affliggersi per errori passati, per rimorsi e rimpianti, e farsi prendere dall'ansia per cose che verranno e che ci spaventano...oggi è il giorno di cui ieri avevo paura, eppure lo abbiamo affrontato e lo abbiamo superato. 
La piena concentrazione si ottiene non volendola ottenere. Vivere in presenza mentale non significa non avere un comportamento spontaneo: significa rendersi conto che tutto ciò che accade all’esterno di noi è solo l’esatta proiezione delle nostre paure, o di qualcosa che comunque ci appartiene solo dal momento in cui crediamo che ci appartenga.


(Rev. nisshin m. claus)

lunedì 18 aprile 2011

Gli "eretici" della storia.

Grandi personaggi della storia furono perseguitati e uccisi nel nome della libertà di pensiero e di teorie che possiamo considerare le basi della scienza noetica.


Giornano Bruno approva la teoria di Copernico che propone il Sole al centro del sistema di orbite dei pianeti componenti il sistema solare, e nutre una profonda avversione contro l'astronomia aristotelica (l'unica riconosciuta ufficialmente ai suoi tempi), al cui cosmo finito contrappone appunto un universo illimitato, ricco di infiniti centri (o quindi di nessun centro). Arriva ad ipotizzare l'esistenza di altri sistemi solari e dunque di pianeti, alcuni dei quali abitati da esseri viventi e pensanti.

A questo punto viene tirata in ballo anche la teologia. Difatti Bruno concepisce Dio non solo come causa prima del mondo ma anche come principio immanente di tutte le cose. Si tratta di quel tipo di concezione (considerata eretica dalla Chiesa) che va sotto il nome di panteismo, cioè tutto è Dio, dunque secondo tale dottrina Dio è presente in ogni cosa. 


La teoria di Bruno si presenta inconciliabile con la dottrina cristiana poichè esclude il concetto di un Dio creatore, avvicinandosi semmai al buddhismo e uscendo completamente dal cristianesimo. Per altri aspetti Bruno ci riporta al buddhismo; nei trattati ermetici egli utilizzò immagini di forme geometriche su cui riflettere e meditare. Il punto interessante è che si tratta di "mandala", disegni geometricifortemente centralizzati, da sempre usati nelle religioni orientali come ausilio della meditazione mistica. Inoltre Bruno ammetteva la metempsicosi (che rappresentò uno dei capi d'accusa durante il processo), la trasmigrazione delle anime anche tra forme viventi diverse.


Giordano Bruno elabora una nuova teologia dove Dio è intelletto creatore e ordinatore di tutto ciò che è in natura, ma egli è nello stesso tempo Natura stessa divinizzata, in un'inscindibile unità di pensiero e materia. 
Per queste convinzioni, giudicate eretiche, fu condannato al rogo dall'Inquisizione della Chiesa romana.

domenica 17 aprile 2011

Controllare la mente e il respiro per raggiungere la serenità

Tratto da "10 MODI PER IMPARARE AD AMARSI" di Louise L. Hay


-Ricorda che l'inconscio non è in grado di discernere l'ironia dalla verità, e soprattutto non è capaci di mettere fine a quanto tu gli hai già comunicato più volte. Immagina la tua mente come un computer nel quale immetti informazioni, quando lo apri cosa vi trovi? Esattamente quello che vi hai messo. Comincia a pensare a te in termini di APPROVAZIONE.

-Il pensiero crea la tua realtà: se emetti continuamente pensieri di paura, la paura sarà il risultato della tua vita.
Immaginati sempre il MEGLIO e immaginalo come se già fosse accaduto.
Pensa spesso a cose che ti piacerebbe realizzare e pensale il più dettagliatamente possibile come già realizzate.
Ricorda che il tuo pensiero è creativo e ciò che pensi si realizzerà sicuramente.

-La pazienza è la base di questo cammino. Quando andiamo a scuola non pretendiamo di arrivare alla laurea in pochi mesi: accettiamo di studiare alle elementari, poi alle medie, alle superiori e infine ci prepariamo per l'università.
Perché nel cammino di crescita personale la strada dovrebbe essere più breve? Sii paziente con te stesso!

-Non avercela con te se ti scopri a pensare negativamente. E smettila di incolparti per ogni cosa che va male. Impara a rilassarti, rimani ad ascoltare una musica dolce, osserva il tuo respiro, entra in contatto con la tua Energia interiore. Puoi farlo ovunque, alla fermata del tram, in ufficio, in casa. 

-Parti dal presupposto che sei parte dell'universo, se ti disapprovi sminuisci l'Intelligenza Infinita.
Gratificati per ogni cosa che fai. Impara ad accettare il bene che ti arriva.

-Avere l'umiltà di chiedere l'aiuto di amici o parenti o terapeuti può farti crescere. Ma ricorda che 'chiedere' non vuol dire pretendere. Ognuno risponde come può. E soprattutto ricorda che il chiedere aiuto non ti esime dall'agire.
-Anche se la vita che hai vissuto fino ad oggi non è stata soddisfacente, questo non vuol dire che tu non possa cambiarla. Indipendentemente dal tipo di situazione negativa in cui ti trovi, sappi che c'è una ragione per ciò. Il cambiamento vero inizia dall'accettazione della tua realtà attuale. 
Se ti trovi in una data situazione è perché puoi ricavarne qualcosa perché se non fosse così ti daresti da fare per modificarla. Chiediti perciò: - «Che cosa posso fare per cambiarla

-Abbi cura del tuo corpo e del tuo abbigliamento anche quando sei in casa. Ricorda che tu sei il «miglior partner» di te stesso.
Cura la tua alimentazione, privilegia i cibi crudi e un'alimentazione vegetariana. Elimina alcool e fumo. Cerca di fare movimento fisico, scegli lo sport che preferisci.

-Per identificare la causa di un problema che ti impedisce di volerti bene, guardati allo specchio appena alzato e ripeti: «Ti voglio beneChe cosa posso fare per te oggiCome posso renderti felice
Ascolta quindi la tua voce interiore: la risposta arriva sempre, anche se non necessariamente subito. 
Se non perdoniamo, non ci liberiamo dei problemi legandoci in tal modo al passato e impedendoci di vivere nel presente. E se non viviamo nel presente, come possiamo crearci un futuro radioso?

-Una volta che avrai imparato ad amare te stesso potrai imparare ad amare e ad accettare gli altri. Se cambierai tu, gli altri si adegueranno. «Ama il prossimo tuo COME TE STESSO», il punto chiave è proprio qui: «come te stesso». Non sei su questa terra per far piacere a qualcuno: devi vivere la tua vita e percorrere la tua strada.


lunedì 28 febbraio 2011

Il cerchio della vita.

La nostra via può essere diversa da quella a cui ci credevamo destinati. A volte ci intestardiamo nel voler raggiungere uno scopo nella vita e soffriamo se non riusciamo a concretizzarlo...soffriamo perchè il destino ci porta verso altre strade che non ci piacciono e per questo sentiamo un profondo malessere interiore. 
Questo malessere è un segnale: vuol dirci che non è quello il posto per noi, che non siamo noi quelli sbagliati ma è ciò che ci circonda che non va bene per il nostro essere, e che quindi è il momento di agire per cambiare le cose
Cambiare le cose non significa necessariamente tornare all'obiettivo iniziale. Forse siamo passati attraverso questa nuova e impervia strada perchè è proprio grazie ad essa che giungeremo a quella giusta. Quella che mai avremmo immaginato. 
Eppure, se ci guardiamo indietro, scorgeremo che dei segnali c'erano fin dall'inizio, dall'infanzia o dall'adolescenza. Passioni che abbiamo sempre coltivato ma che abbiamo messo in secondo piano rispetto ad altre, perchè mai avremmo pensato diventassero il nostro futuro. Queste cose adesso si ricollegano ad altre che abbiamo incrociato nel tempo e tutto inizia ad avere un senso. Un anello che si chiude e che rende tutto più chiaro.